crea un immagine con questo testo I Lari e i Penati giuntimi in sogno mi rivelarono la meta da perseguire… l’Italia. Abbracciammo i remi e salpammo alla volta del suolo italico. Errando per mari perigliosi, finimmo in balia delle onde: la tempesta attanagliò la nostra imbarcazione e ci fece naufragare. Le stesse onde che poco prima avevano attentato alla mia vita, mi trassero in salvo: mi condussero presso i lidi delle isole Strofadi, in mezzo al grande Mar Ionio, dimora di Celeno, regina delle Arpie. Un tempo casa del vecchio Fineo, cieco e costantemente vessato dalle Arpie. Al pari della peste, al mondo non esiste mostro più turpe e petulante: volti di belle vergini e corpi piumati, mani raggrinzite e artigliate, sempre fameliche e emanatrici di un fetore insostenibile. Ancorate le navi ai porti, scorgemmo floridi campi pasciuti da pingui armenti e da un gregge di capre, incustoditi. A spade sguainate ci fiondammo su di loro, invocando Giove, affinché anch’egli prendesse parte al banchetto; poi collocammo triclini e mense, sulle quali vi adagiammo laute vivande. All’improvviso, orripilanti, piombarono dal cielo le Arpie, queste con gran frastuono saccheggiarono i cibi e insozzarono qualunque cosa con il loro sudicio contatto. Ci rifugiammo sotto una rupe, coperta tutt’intorno da alberi, ove imbandimmo un secondo banchetto. Nuovamente, dall’alto giunsero le Arpie e insudiciarono altre prelibatezze. Io, allora, ordinai ai miei di impugnare il ferro e di muovere guerra contro See more