Un povero taglialegna lavorava duramente per mantenere la sua famiglia. Un giorno, mentre lavorava vicino al fiume, l’ascia gli scivolò dalle mani e cadde in acqua. Disperato, si mise a piangere, perché senza l’ascia non poteva più lavorare e la sua famiglia avrebbe sofferto la fame. Lo Spirito del fiume sentì i singhiozzi di quel pover’uomo ed ebbe pietà di lui. Emerse dall’acqua, con la barba bianca di schiuma: – Non disperare, taglialegna. Ti riporterò la tua ascia – gli disse. Si tuffò nel fiume e dopo poco riemerse con una bella ascia d’oro. Il taglialegna scosse la testa: – Vi ringrazio tanto del vostro aiuto, ma quest’ascia d’oro non è mia. Lo Spirito del fiume si rituffò nella corrente e questa volta riemerse con una bella ascia d’argento massiccio. Ma il taglialegna scosse di nuovo la testa: – Quest’ascia d’argento non mi appartiene. La mia ha un manico di legno e la lama scheggiata. Lo Spirito del fiume si rituffò per la terza volta nelle acque profonde e risalì con la vecchia ascia del taglialegna. L’attrezzo aveva il manico lucido per l’uso e la lama arrugginita in più punti. – Grazie, mille volte grazie, è proprio questa l’ascia con cui lavoro da tanti anni – esclamò contento. Lo Spirito del fiume apprezzò così tanto l’onestà del taglialegna che e gli offrì sia l’ascia d’oro sia l’ascia d’argento. See more